” “Arriva troppo tardi, a fine campagna referendaria, il riconoscimento dei diritti del ‘Comitato Scienza & vita’ per il non voto al referendum. I Tar del Piemonte e della Lombardia (Milano) hanno accolto infatti il ricorso presentato dal Comitato, contro le delibere di diversi Comuni di queste Regioni che, in base ad un presunto ritardo della domanda, avevano negato la concessione degli spazi per l’affissione dei manifesti del non voto. Il Comitato accoglie con soddisfazione la sentenza dei giudici dei due tribunali amministrativi regionali. Ma deplora che in questi Comuni italiani, tra cui Milano, non sia stato possibile svolgere la campagna a favore dell’astensione con parità di mezzi, a discapito della libertà e della completezza di informazione per i cittadini. In queste zone infatti il Comitato non avrà che i prossimi due giorni per diffondere, con i manifesti, i propri convincimenti, risultandone comunque penalizzato. Il Tar Piemonte ha qualificato la vicenda come ‘un caso di estrema gravità ed urgenza’, ritenendo necessario decidere immediatamente senza aspettare la normale trattazione del ricorso. Il Tar Lombardia, dal canto suo, ha decretato che il Comitato ha rispettato i termini di legge, rilevando che ‘non è possibile attendere una decisione collegiale senza sacrificare irreparabilmente l’interesse del ricorrente’. Alla luce di queste decisioni, ai Comuni coinvolti è stato intimato di assegnare immediatamente gli spazi per la propaganda referendaria a favore dell’astensione. "Insomma conclude il Comitato troppi Comuni, a cominciare da Milano, ci hanno costretto a fare campagna referendaria con le mani legate. Davvero, per i cittadini-elettori e per noi, un grave danno".