G8: MANI TESE, "CANCELLAZIONE DEL DEBITO QUESTIONE ANCORA APERTA"” “

 La questione della cancellazione del debito ai Paesi poveri che sembrava conclusasi dopo la riunione dell’11 giugno scorso dei ministri delle Finanze dei Paesi del G7 è ancora del tutto aperta. A sostenerlo è Mani Tese/Campagna per la riforma della banca mondiale, in un press briefing dove si evidenziano i punti critici che dovranno essere affrontati al prossimo G8 che si terrà a Gleneagles, in Scozia, dal 6 all’8 luglio prossimi. Alla riunione dei ministri delle finanze degli Stati del G8, inoltre "si è deciso che solamente 18 Stati (su almeno 66 Paesi poveri oppressi da un debito complessivo di 600 miliardi di dollari) beneficeranno subito della cancellazione del 100 per cento del proprio stock di debito". Un debito, quello dei Paesi poveri, che ammonta, come ricordato dall’organizzazione, a 2.500 miliardi di dollari. Non solo, questa cifra, in meno di dieci anni, è aumentata complessivamente del 25 per cento. L’accordo del G8 finanziario, inoltre, riguarda tre sitituzioni multilaterali: l’International Develpment Association della Banca Mondiale, la Banca africana di sviluppo e il Fondo monetario internazionale, pertanto "si può dire che è una cancellazione che non riguarda affatto il 100 per cento dei creditori multilaterali". Mani Tese poi espone dubbi sul metodo di finanziamento della cancellazione del debito: "i Paesi dovranno sempre attuare le solite condizioni econonomiche e vedranno come prima cosas una di minuzione dei fondi dell’aiuto a loro disposizione". "La decisione del G7 finanziario dovrà essere ratificato – prosegue – a Gleneagles. Quindi la questione è tutt’altro che conclusa, a differenza di quello che i governi intendono far credere".