” “In un momento in cui, dopo l’attentato di Londra, “c’è un allarme, giustificato o meno”, dell’opinione pubblica, le misure annunciate “antiterrorismo” annunciate dal governo anche quelle che vedono come “protagonisti” attivi gli immigrati – “potrebbero essere un segnale tranquillizzante”. A commentare in questi termini al Sir il “pacchetto sicurezza” che domani il Ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, proporrà alla Camera (durante la seduta informativa sull’attentato del 7 luglio) è padre Bruno Mioli, direttore nazionale della Fondazione Cei Migrantes, secondo il quale “in una situazione di eccezionale importanza come quella che stiamo vivendo è obbligo di tutti collaborare nella lotta al terrorismo”. “Infiltrare” cittadini islamici nelle moschee e nei luoghi di ritrovo o di passaggio, per ottenere così “informazioni utili” in cambio di facilitazioni sul rilascio dei permessi di soggiorno; portare da 24 a dodici il fermo di polizia giudiziaria; rendere più veloci ed efficaci le espulsioni, sia quelle del ministro che quelle previste della legge Bossi-Fini: sono alcune delle misure antiterrorismo annunciate dal Ministro dell’Interno, alla vigilia del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo, 15 luglio, che potrebbe approvare il testo del decreto. “Premiare coloro che riescono ad individuare elementi pericolosi o sospetti, se giudicata tecnicamente efficace commenta Mioli è una forma di ‘intelligence’ fatta da altri che potrebbe rivelarsi utile, di fronte ad eventi di eccezionale importanza come quelli di Londra, che comportano un estremo rispetto per il senso di allarme non sta a noi giudicare se giustificato o meno – generatosi nell’opinione pubblica”.