Il tempo presente, ha aggiunto mons. Romeo, "manifesta tra i problemi di maggior peso la necessità di integrare culture diverse e di far coesistere su valori comuni storie tanto lontane tra di loro. Nel contesto romano cristiano la Regula Benedicti, e il monastero che ne consegue, sono il più antico e autorevole esempio di multiculturalità". Il cammino della pace, secondo il Nunzio, "fa scoprire la profondità e il mistero della persona. Non può essere edificatore di pace chi la pace non la sperimenta nel cuore". Ne deriva "una condizione irrinunciabile" ovvero "l’interiorizzazione" intesa anche come "capacità di sottrarsi ad ogni condizionamento del male". Per i credenti "nulla si sottrae al dominio di Dio, verso il quale ogni uomo cammina, facendo del tutto per lasciare il mondo meglio di come l’ha trovato. La persona singola, la famiglia, la società, la nazione, il consesso delle nazioni sono i luoghi della pace". E citando la Lumen Gentium, ha concluso: "le presenti condizioni del mondo rendono più urgente l’unità di tutto il genere umano, affinché tutti gli uomini, oggi più strettamente congiunti da vari vincoli sociali, tecnici e culturali, possano anche conseguire la piena unità in Cristo". Secondo l’insegnamento benedettino "prendere uno dei riferimenti alla vita, trascurando gli altri, non produrrà mai una pace duratura. I vari luoghi della pace vanno vissuti insieme rispettando l’ordine che c’è anche tra di loro: la natura, la persona, Dio".