” ““La conversazione che ho avuto con Benedetto XVI in automobile, salendo a Introd, mi ha sorpreso per la sua normalità, affabilità e condiviso senso di responsabilità”. Lo scrive mons. Giuseppe Anfossi, vescovo di Aosta, nell’editoriale del settimanale diocesano “Corriere della Valle”, in uscita domani. Benedetto XVI è giunto in Valle d’Aosta lunedì 11 luglio per trascorrere fino a giovedì 28 luglio un periodo di riposo. Mons. Anfossi racconta nell’editoriale i momenti “più intimi” trascorsi, lunedì scorso, con il Papa: “Eravamo come dei conoscenti che diventano amici, grazie al fatto che uno accoglie l’altro: ti fai conoscere, gli parli della terra che sta diventando anche sua, gli parli in particolare delle montagne, mostri quelle che si vedono e dici anche come si chiamano… poi rispondi alle domande. Anche la comune responsabilità di pastori ha potuto con rapide parole affacciarsi: si è parlato degli eventi avversi della montagna con un accenno all’alluvione del 2000 e al fulmine che uccide i lavoratori della terra come è avvenuto a Issime il giorno prima”. Cosa porta alla diocesi la presenza del Papa? “È il successore di Pietro dice mons. Anfossi – se lo accogli non puoi non portare anche tu, almeno nella preghiera, i problemi del mondo, dalla pace che viene sconfitta a Londra alla sofferenza degli ammalati… Grazie a Benedetto XVI apriamo la nostra piccola diocesi a una Chiesa universale!”