” “”Dio è in tutti noi e tutti noi, anche se in modo diverso, lo cerchiamo. In questo convegno cerchiamo di comprendere Dio più che con la strada dell’intelletto, con quella del cuore, e per questo ci rivolgiamo al monachesimo”: così il monaco benedettino Cipriano Carini, responsabile della Commissione italiana del Dim (Dialogo interreligioso monastico), ha aperto oggi ad Assisi il convegno su “La contemplazione di Dio nell’induismo, nel monachesimo benedettino, nel sufismo”. “Questo stile di vita ha proseguito Carini – è il modo migliore per vivere le religioni. Conduce a incontrare Dio nella contemplazione. Lo spirito umano sente l’esigenza di nutrirsi del vero, del bello, del buono, di Dio; sente il bisogno di aderire al mistero. E’ uno stato spirituale nel quale il credente si abbandona completamente al suo Dio; un abbandono vivo, attivo nel quale l’anima prende coscienza di Dio presente e operante in lei”. Come avviene? Qual è il contenuto della contemplazione? Che effetti ha sulla vita della persona e sulle sue relazioni con gli altri e con il creato? A queste domande sono chiamati a dare risposta i relatori delle tre religioni – induista, cristiana, islamica che si avvicenderanno nel convegno di Assisi in programma fino al 17 luglio.
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