"Il problema della criminalità in Africa è drammatico", ha detto Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell’Unodc (Ufficio Onu contro la droga e il crimine), presentando questa mattina presso il Ministero degli esteri, ad ambasciatori e stampa, lo studio "Crimine e sviluppo in Africa". "L’Africa è un continente che sta bollendo – ha spiegato Costa – tra conflitti etnici, tratta di esseri umani, commercio delle armi, narcotraffico. Il 48% della popolazione vive in grandi centri urbani senza servizi e alla mercé della criminalità organizzata. Gli omicidi e le violenze sono ai livelli massimi e la diffusione della corruzione è impressionante". Costa illustra alcuni risultati della ricerca, che sarà da domani su www.unodc.org. "La criminalità sta infettando il sistema economico e sociale africano – continua – e costituisce un rilevante disincentivo per gli investimenti esteri. Solo il 2,4% del Prodotto interno lordo africano proviene da investimenti esteri. A questo si aggiunge una grande fuga di capitali. Il 40% della ricchezza privata, infatti, è trasferita all’estero". Inoltre "la corruzione è una vera e propria tassa iniqua", laddove "tre aziende su quattro dichiarano di aver pagato tangenti negli ultimi dodici mesi" e "il 30% degli imprenditori africani indicano il crimine come il maggiore ostacolo agli investimenti", mentre l’economia sommersa rappresenta "da uno a due terzi del Pil". "Occorre aiutare e stimolare i paesi africani – conclude Costa – a inserire prevenzione e controllo del crimine nelle politiche nazionali. Il ruolo dei nostri Paesi è enorme". È il tema del vertice Onu di settembre in Africa.