RIFORMA ORDINAMENTO GIUDIZIARIO: AGNOLI (MAGISTRATO), “ALLUNGHERÀ I TEMPI DELLA GIUSTIZIA”

” ““Invece di accelerare i tempi della giustizia, la riforma li allungherà ulteriormente, ed è significativo che nessuno abbia saputo nemmeno indicare quali fra le previste innovazioni consenta di raggiungere questo risultato”. E’ quanto scrive, in una nota pubblicata oggi dal Sir (old.agensir.it), il magistrato Francesco Mario Agnoli, commentando la riforma dell’ordinamento giudiziario passata col voto di fiducia da parte della Camera lo scorso 20 luglio. “Certamente non la norma sulla progressione in carriera a mezzo di esami, che spingerà i magistrati a dedicare tempo ed energie alla confezione di elaborate sentenze e, comunque sia, alla preparazione dei concorsi esattamente come accadeva una quarantina di anni fa quando la carriera era imperniata su titoli e esami” scrive Agnoli per il quale ad accelerare i tempi non contribuirà nemmeno “la norma cosiddetta anti-Caselli, oltre tutto mal formulata, perché lascia in piedi la facoltà dei magistrati di restare in servizio fino ai 75, sicché i futuri titolari di uffici direttivi vi permarranno per 9-10 anni in contraddizione con l’esigenza di ridurne la durata”. Infine, aggiunge il magistrato, “questa norma blocca in maniera definitiva la carriera di circa seicento relativamente anziani ed esperti magistrati, non pochi dei quali probabilmente decideranno adesso di prendere la strada del collocamento a riposo con ulteriore aggravio dei già pesanti vuoti d’organico”. Resta la questione delle presunte toghe rosse. “Basta – conclude Agnoli – a giustificare quattro anni di scontri, la contrapposizione frontale fra i rappresentanti di poteri dello Stato?”.
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