” ““Lo sport ormai segue la società e non ci possiamo scandalizzare pensando a uno sport diverso da certi costumi di una società dove l’etica sembra non esistere più”: lo dice al Sir il presidente nazionale del Centro sportivo italiano (Csi), Edio Costantini, commentando le vicende calcistiche con le esclusioni dai campionati di Torino, Messina, Perugia e Salernitana. “Dove tutto è permesso, si crea un modello di sport che non appartiene più alla gente, la quale invece ha sempre considerato lo sport un fattore di educazione, che aiuta le persone a crescere. La dimensione educativa prima era aiutare a star dentro le regole. Oggi invece assistiamo a fatti clamorosi: accanto a poche squadre ricchissime, ci sono tante società povere, molte delle quali falliscono”. Secondo Costantini, occorre “salvare lo sport perché così facendo si salvano le nuove generazioni. Questo compito tocca in particolare agli enti locali, Comuni, Regioni, che dovrebbero reinvestire nello sport giovanile per farlo rinascere come vero fattore educativo. Un simile impegno collettivo potrebbe consentire, nel giro di una decina di anni, una vera rivoluzione culturale per lo sport in Italia. Bisogna però impegnarsi anche per liberare lo sport dai cattivi maestri e da alcuni modelli che sono culturali e comportamentali, che lo hanno rovinato”.