"L’evento mediatico, dal concerto alle mobilitazioni di massa, semplifica dei messaggi ma impedisce di entrare con efficacia nella soluzione dei problemi. C’è il rischio che le concessioni che il G8 farà alle richieste dell’opinione pubblica non saranno poi così efficaci. Perché, se qualcuno vuole mistificare, consente le mistificazioni". E’ il parere espresso al Sir dell’economista Riccardo Moro, presidente della Fondazione Giustizia e solidarietà della Cei, alla vigilia dell’apertura dei lavori del G8 a Gleneagles, in Scozia (6-8 luglio). In una intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero del bisettimanale Moro analizza le tre principali questioni al centro del G8 che riguardano in particolare l’Africa: la cancellazione del debito, gli aiuti allo sviluppo, le regole del commercio. "La cancellazione annunciata giorni fa a favore di 18 Paesi osserva – è stata un intesa importante, ma è ancora troppo poco" e a suo avviso dal G8 "non ci sarà nulla di più". Riguardo alle promesse sul raddoppio degli aiuti, fa notare, "il rischio è che queste maggiori risorse possano coprire le perdite nei bilanci della Banca mondiale e del Fondo monetario per i mancati incassi dei pagamenti dei debiti. Se questi nuovi contributi andranno lì non sarà un vero aiuto allo sviluppo". Riguardo alle regole del commercio Moro invita "l’Europa, che è il principale importatore dall’Africa, a rivedere la politica agricola comunitaria protezionista quando altri Paesi potrebbero venderci invece i loro prodotti a prezzi competitivi, auto-finanziando così lo sviluppo delle loro comunità.