” “Non possono entrare in duomo per questo aspettano i giovani pellegrini all’uscita. Sono due asinelli, con bandana e logo della Gmg, tenuti alla corda da un gruppo di giovani monaci del Belgio. Inutile dire che intorno a loro si è radunata un piccola folla di curiosi. "Abbiamo qui con noi questi due asinelli perché sono animali fedeli e sorridenti. Ci insegnano l’umiltà e la mitezza. Gesù scelse proprio l’asino per entrare, in festa, a Gerusalemme. La speranza e la preghiera è che ogni uomo si faccia quell’asinello per portare Cristo e il suo messaggio nel mondo", dice padre Frederic della Fraternità di Tiberiade, che vive e opera a Sud di Namur. Intanto, due giovani frati con tonsura e infradito ai piedi attraversano la piazza. Non vogliono parlare, per loro parla l’abito che indossano: un saio di juta sgualcito, tenuto da un pezzo di corda annodato a ricordare i voti religiosi. Più loquace un gruppo dalla Bavaria, in costume tipico che si lancia in uno yodel tradizionale accompagnato con organetti e strumenti musicali. Sfilano 850 giovani libanesi. Le bandiere con il cedro non si contano. Dice Tanios di Beirut: "Siamo qui per attingere forza dalla preghiera e ritornare in Libano pronti per contribuire alla rinascita del Paese".