"Ragazza, amici, bellezza e forma fisica, successo scolastico, lavoro soddisfacente e gratificante, divertimento…". Sono tutti "beni" che attirano giustamente i giovani. Ma "se fossero il tutto, quando non lo sono, allora inesorabilmente mi si sfaldano tra le mani come fiori secchi, senza vita. Gli idoli infatti sono muti". Lo ha detto il card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, parlando ai giovani italiani nella catechesi che ha tenuto questa mattina a Bonn. "Se non voglio perdere i beni umani ha proseguito il cardinale devo far spazio a Colui che dà loro consistenza. Essi giustamente ci attirano, ma poi facilmente sembrano dissolversi davanti ai nostri occhi. Chi ce li assicura nella loro consistenza, strappandoli al fallimento che genera noia? Gesù, la Via alla Verità e alla Vita. Il dramma della conversione, allora, non è altro che la lotta per la verità, passare dall’idolo al Dio vivente. Solo così amare, lavorare, riposare diventano fattori di soddisfazione. Tutti i beni durano se tu, o Cristo, sei il mio bene. È questo il senso dell’essere veri adoratori".