"I giovani hanno una grande sete di Dio ma non c’è chi li aiuta a placarla, cercano risposte alle loro domande di senso e sono costretti a vivere alla giornata, chiedono la pace e ricevono calmanti: così si rivolgono ai maghi o leggono gli oroscopi per trovare certezze". Nella Köln Arena di Colonia, stamattina, 17.500 pellegrini italiani hanno ascoltato la catechesi di mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina. Altri 3.000 sono rimasti fuori. "I ragazzi di Colonia, una volta tornati a casa, ha suggerito il vescovo, dovranno intraprendere nuove strade: offrire cenacoli per le sentinelle del mattino, luoghi di convivenza nel quotidiano, laboratori di adorazione per discernimento e difesa dagli idoli della società moderna". I giovani devono essere capaci "di essere esigenti con gli educatori, i sacerdoti, i vescovi, i genitori, lasciandosi guidare nel cammino verso Dio dalla cometa rappresentata da Giovanni Paolo II, che ha acceso la nuova stella, Benedetto XVI". Infine una proposta: "Ogni giovane credente deve mettere in conto di offrire un mese in terra di missione. I campi estivi sono necessari, infatti, ma non più sufficienti: bisogna spingersi più in là, facendo conoscere agli altri la vera fonte della felicità, che è Gesù". Un monito anche a non trasformare l’appartenenza ad associazioni, gruppi e movimenti in idoli da "adorare" e ad "essere consapevoli di essere Chiesa".