XX GMG: ECUMENISMO, I MARTIRI D’EUROPA MOSTRANO CHE L’UNITÀ È POSSIBILE. L’ESEMPIO DEL PREDICATORE DI BUCHENWALD

"La storia dei martiri in Europa, che si sono aiutati nelle difficoltà superando le barriere confessionali, ci mostra che essere uniti nella stessa fede è più importante di tutte le tensioni della storia": un concetto ribadito a più voci nell’incontro ecumenico organizzato oggi a Colonia dalla Comunità di Sant’Egidio nella chiesa St. Ursula, con le testimonianze di Seraphim, rappresentante del Patriarcato ortodosso di Romania, del pastore luterano Elsa Ulrike Ross, di una ex studentessa di Edith Stein e di un parroco cattolico polacco. "Nelle prigioni i martiri si sono aiutati a vicenda e hanno vissuto l’unità della fede", ha detto Seraphim, ricordando che anche la Chiesa ortodossa in Romania – nonostante non fosse stata vietata dal regime come la Chiesa cattolica – ha subito persecuzioni: dal 1944 al 1989 circa 2.000 preti incarcerati e 5.000 monaci e monache cacciati dai monasteri "perché il partito voleva liberare l’uomo dalla fede, considerata arretrata". "I martiri ci mostrano che nel Vangelo siamo tutti uniti – ha affermato Seraphim – e che la società europea potrà vivere solo sulla base della vita cristiana, altrimenti potrebbe diventare una schiavitù per l’uomo". Ai giovani Seraphim ha dedicato una esortazione: "Non fatevi convincere da chi vede solo problemi e crede che la storia porti solo alle divisioni. L’amore è più forte dell’appartenenza ad un popolo o ad una etnia". (segue)