XX GMG: PRIMO MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI AI GIOVANI. NOTA SIR

"Qualcuno che non si inganna e non può ingannare ed è perciò in grado di offrire una certezza così salda da consentire di vivere per essa e, nel caso, anche di morire". Benedetto XVI a Colonia, nel primo messaggio ai giovani, propone questo "Qualcuno" come meta della ricerca che ogni uomo e donna compie nella propria vita. È peraltro questa, la direzione che Giovanni Paolo II aveva dato alle Giornate mondiali della gioventù.

Tutto ha significato e importanza, compresi i colori, i suoni, i canti, le danze, ma l’essenziale è cercare e raggiungere, anche incespicando, quel "Qualcuno" che non delude. Senza questa chiave di lettura è difficile, se non impossibile, cogliere il valore di un incontro che, come tutte le esperienze umane, non può non avere qualche ombra. Ma l’ombra è la prova dell’esistenza della luce. Come quella della stella che indicò la strada ai magi e oggi rimane icona della fatica e della bellezza di un ricerca mai interamente compiuta. Una luce che illumina il cammino personale ma non individuale, intimo ma non intimistico, libero ma non disorientato.

Questo è un passaggio sul quale Benedetto XVI sta insistendo perché la fede non sia un fatto chiuso, ma cresca come esperienza vissuta in una comunità e faccia scoprire la Chiesa come luogo indispensabile e desiderato per una fede adulta e feconda che vuole stare con amore dentro la storia.

Far riscoprire e riamare la Chiesa, come esperienza di verità, di liberta, di gioia è fin dalle prime battute di questa Gmg l’impegno prioritario di Benedetto XVI per i giovani e con i giovani. Si intravedono già i primi segni di un’intesa.