” “"La Chiesa cattolica è una e non ha confini". Questo lo spirito con cui ieri si sono riuniti circa 400 giovani di Mosul "per essere uniti spiritualmente" con i 400mila coetanei che da tutte le parti del mondo stanno partecipando alla XX Gmg. A raccontare questo "pellegrinaggio spirituale verso Colonia" così lo definisce un sacerdote caldeo, padre Ragheed Ganni, che ha inviato oggi ad AsiaNews.it, l’agenzia del Pime specializzata sull’Asia, la propria testimonianza. Egli racconta del modo in cui i giovani cattolici di Mosul stanno vivendo la Gmg; la maggior parte di loro, infatti, non è presente a Colonia, per motivi di sicurezza o per questioni legate ai visti. Circa il pellegrinaggio di ieri, il sacerdote scrive: "Ho conversato con i giovani sul tema della Gmg 2005, "Siamo venuti per adorarlo". Ho parlato di cosa possiamo imparare dai Magi: incontrare Gesù, adorarlo e dare continuità a questo gesto. Come i Magi – ho detto loro – dobbiamo anche noi osservare e leggere i segni, cercare, discernere, provare gioia, avere una visione nel profondo, offrire, convertirsi e, infine, impegnarsi come testimoni della fede. Attraverso questi 8 stadi possiamo giungere a una vera adorazione del nostro Dio e salvatore". Al momento di preghiera, racconta ancora il sacerdote, "era presente anche mons. Paul Faraj Rahho, l’arcivescovo di Mosul, che ha celebrato l’Eucaristia. Nell’omelia egli ha spinto i partecipanti a non avere mai vergogna della Croce di Cristo, ad accettare tutte le sfide e le prove della fede nel nostro tempo".