"La situazione dell’Africa fa piangere". L’amara constatazione è di don Fabien Hagenimana, della diocesi di Ruhengeri (Rwanda), a margine dell’incontro "Working as new people", svoltosi ieri pomeriggio presso la chiesa di S.Nikolaus di Colonia. "Gli africani sembrano addormentati denuncia il sacerdote . Si lasciano sfruttare dai potenti che si arricchiscono sulle loro spalle, mentre cresce la povertà". Anche il mondo occidentale, secondo don Hagenimana, approfitta della situazione, "vedendo nell’Africa un’opportunità di sfruttamento piuttosto che un popolo che vuole svilupparsi". Per il sacerdote, sarebbe importante "avere finanziamenti per le scuole, invece è più facile trovare persone che investono soldi per il traffico di armi". La Chiesa rwandese cerca di sollevare la povertà attraverso aiuti concreti: "I contadini lavorano molto ma i prodotti agricoli sono pagati poco. Per questo abbiamo realizzato un granaio nel quale conserviamo il grano comprato ad un prezzo equo. Nei momenti di carestia lo rivendiamo a pochi soldi per sfamare i poveri". Mathieu Kpoghomou, commissario diocesano degli scout di Nzerekore (Guinea), denuncia come nel suo Paese "ci siano poche possibilità di impiego e molti siano costretti ad emigrare in Liberia, Sierra Leone e Costa d’Avorio, dove, spesso, sono assoldati dai gruppi di ribelli". Un altro problema, conclude, riguarda "il numero elevato di persone sieropositive che non possono lavorare".