Messaggi che si pongono – ha aggiunto Giulietti – "in continuità con Giovanni Paolo II più volte richiamato da Benedetto XVI nei suoi discorsi. Un fatto molto apprezzato dai giovani che sanno di poter essere ascoltati e seguiti, allo stesso modo, da Papa Ratzinger". Magari con uno stile diverso, "meno ricco di gesti come Giovanni Paolo II, ma ricco di contenuti, di parola. La novità, semmai, sta nella capacità di Benedetto XVI di dare il meglio di sé nella relazione interpersonale, come hanno testimoniato i giovani che sono stati a pranzo con lui descrivendolo come uomo di grande ascolto. Riesce ad incontrare ogni persona in modo particolare". Infine la missionarietà: "Il logo della Gmg scomposto, al termine della celebrazione conclusiva, e dato ai rappresentanti dei cinque Continenti perché portino il Vangelo in ogni parte del mondo rappresenta un chiaro segno di questo impegno che il Papa chiede ai giovani. Essere testimoni credibili del Vangelo". Chiusa la Gmg si pensa al dopo: "Ci attende un anno impegnativo che ci porterà al Convegno della Chiesa italiana di ottobre 2006. A tracciare la strada saranno le parole del Papa a questa Gmg".