Parlando in particolare della Gmg, Benedetto XVI ha sottolineato che questa "ci invita a proiettare il nostro sguardo verso il futuro. I giovani costituiscono per la Chiesa, per i pastori, per i genitori e per gli educatori, un appello vivente alla fede e alla speranza". Pertanto non bisogna "né mortificare la ricerca né nascondere la Verità. I giovani, infatti, non cercano una Chiesa giovanilistica, ma giovane nello spirito; una Chiesa trasparente a Cristo. Proprio questo è l’impegno che intendiamo assumerci oggi. Ancora una volta i giovani si rivelano per noi pastori una provocazione salutare, perché ci chiedono di essere coerenti, uniti, coraggiosi. Noi, per parte nostra, dobbiamo educarli alla pazienza, al discernimento, al sano realismo. Ma senza falsi compromessi, per non annacquare il Vangelo". Ad avviso del Papa "ogni Giornata mondiale della gioventù costituisce un nuovo inizio per la pastorale giovanile del Paese che l’ha ospitata. La sua celebrazione porta con sé una ventata di entusiasmo, che occorre assecondare nel modo migliore. È un potenziale enorme di energie, che può ulteriormente accrescersi distribuendosi sul territorio". (segue)