"Don Primo Mazzolari è parroco di campagna e uomo di cultura, prete libero e obbediente, è un modello di vita sacerdotale, esempio di una chiesa capace, senza complessi di inferiorità, di confrontarsi con la cultura del suo tempo". Così mons. Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e del lavoro, descrive don Primo Mazzolari, in apertura dell’ l’annuale corso per studenti di teologia dedicato proprio al tema "Don Primo Mazzolari: esempio di pastore, testimone di pace". Da oggi sino a giovedì 1° settembre si sono dati appuntamento all’Eremo di Bienno (Brescia) giovani seminaristi, studenti, persone impegnate nel campo della pastorale sociale, storici e docenti universitari. Tra i relatori figurano Xeres Saverio, don Bruno Bignami, Giorgio Campanini, don Luigi Lorenzetti, Paola Bignardi. Don Mazzolari, spiega mons. Tarchi in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo Sir bisettimanale, è "il prete distaccato da ogni interesse di carriera, dalla ‘logica del funzionario’. Il prete che non ha paura del futuro, che ha fiducia nell’uomo, che denuncia il peccato delle persone e delle strutture, che non allontana ma accoglie, consapevole che la sua forza è l’amore che scalda il cuore e cambia la vita". "Abbiamo bisogno di modelli afferma – per poter conoscere e camminare speditamente nella via della nostra vocazione".