Il protagonismo dei giovani. E’ il comune denominatore che ha caratterizzato gli eventi di questa "altra estate 2005", dalla Giornata mondiale della gioventù di Colonia passando per le strade di Santiago di Compostela, ai funerali di Frère Roger a Taizé al Meeting di Rimini. A sostenerlo è mons. Amédée Grab, presidente del Ccee, il Consiglio delle Conferenze episcopali europee. In una nota pubblicata oggi su SirEuropa (old.agensir.it), che riprende le sue trasmissioni dopo l’impegno a Colonia per la Gmg, mons. Grab scrive che "i giovani di questi incontri estivi hanno segnato la fine della generazione dell’anonimato". Dunque "non più una generazione X priva di identità e punti di riferimento, fatta di rassegnazione e priva di domande, ma protagonisti consapevoli del loro futuro. Non più giovani caratterizzati da un pessimismo congenito, da una rassegnazione al fallimento della società degli adulti e da una totale sfiducia nella vita". Ad avviso del presule, "quella che abbiamo potuto vedere è una generazione che ha dimostrato di essersi liberata dai pregiudizi dei loro predecessori e che nutre la convinzione della necessità di dare vita ad una comunità europea ben strutturata, non soltanto economica e politica, ma culturale e spirituale". (segue)” “