"La laicità autentica, per la Chiesa, non è una sciagura da superare, ma una méta da raggiungere in piena libertà e in coerenza con le proprie idee di fondo e con il proprio vissuto". Lo ha detto mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, nel discorso alla città pronunciato questo pomeriggio, in occasione della festa di Sant’Abbondio, patrono della città e della diocesi. La "vera laicità", ha ammonito il presule, è "misura di espressione religiosa e umana", e non deve tradursi né in "neutralità", né in "proselitismo", rifiutando "la tentazione di trasformare la propria fede in ideologia". Oggi, infatti, "si impone un pluralismo di visioni del mondo e di comportamenti conseguenti che si confrontino di continuo, vivacemente e lealmente, nel totale rispetto e nel sincero amore della persona e della coscienza dell’altro o degli altri". Se, sostiene dunque Maggiolini, la "missione" dei credenti "non è proselitismo", da parte sua "il potere civile ha il compito di non imporre mentalità e stili di vita, ma di creare spazi di dialogo dove i cittadini possano mettere nel discorso i valori più veri sui quali fondano l’esistenza".