"Un festival delle passioni", con film "legati a storie di grandi sentimenti o a domande sul senso, anche religioso, dell’esistenza", nel tentativo di "scandagliare l’umano attraverso indagini a volte approfondite ed altre approssimative in termini di qualità del prodotto". Così mons. Dario Viganò, presidente dell’Ente dello Spettacolo, definisce la 62a Mostra del Cinema di Venezia, che si apre oggi con la proiezione del film "Seven Swords" del regista cinese Tsui Hark (fuori concorso). Per la prima volta annuncia al Sir Viganò il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, parteciperà al Festival, dove arriverà il 7 settembre per consegnare il premio Robert Bresson 2005, assegnato dall’Ente dello Spettacolo al regista e attore polacco Jerzy Stuhr. Per quanto riguarda i temi dei film in concorso al "festival delle star e delle emozioni, che tenta di sorpassare Cannes", tra i film sulla "passione d’amore" Viganò cita "Gabriel" di Petrice Chéreau, "I giorni dell’abbandono" di Roberto Faenza, "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini, "Persona non grata" di Krzystof Zanuzssi e "La seconda notte di nozze" di Pupi Avati. Non manca una pellicola sulla passione del calcio, "Garpastum" di Aleksey German junior, mentre un "filone" è dedicato ai temi religiosi, con film come "Il grande silenzio" di Philip Groning (nella sezione Orizzonti), "Mery" di Abel Ferrara (con Juliette Binoche che interpreta Maria Maddalena) e "Giosué l’ebreo" di Pasquale Scimeca.