XXVII SETTIMANA EUROPEA: "L’ARDUO COMPITO" DI SERBIA E BULGARIA (2)

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” “"Non a caso sono stati messi a confronto i processi di cristianizzazione nei due paesi confinanti, poiché essi, oltre a essersi verificati quasi contemporaneamente, presentano anche parecchi tratti analoghi e si sono influenzati a vicenda". Gerhard Podskalsky (Università di Francoforte sul Meno), intervenendo alla XXVII settimana europea di Gazzada, insiste su alcuni aspetti che "accomunano la vicenda storico-religiosa di Serbia e Bulgaria": la prima cristianizzazione ad opera di missionari bizantini, l’eredità della predicazione lasciata dai santi Cirillo e Metodio, la scelta tra Roma e Bisanzio, la dominazione turca. Senza trascurare – ma questi argomenti saranno affrontati nei prossimi giorni – la formazione degli Stati nazionali, le vicende dell’800 e delle guerre mondiali, il successivo instaurarsi di regimi comunisti e la loro caduta. Podskalsky aggiunge che "nascita e rinascita di queste chiese balcaniche si devono a uno sviluppo nazionale che comportò una rifondazione e una rivalutazione della chiesa", rendendo impossibile una scissione tra "storia spirituale e sviluppo secolare". Il programma prevede questa sera una tavola rotonda sul dialogo ecumenico tra cattolici e ortodossi in Serbia e Bulgaria, cui parteciperanno il metropolita di Belgrado, mons. Stanislav Hocevar, il nunzio apostolico in Serbia e Montenegro, mons. Eugenio Sbarbaro, e una delegazione della chiesa ortodossa, guidata da Irinej Bulovic, vescovo di Novi Sad e da Vladan Perisic, decano della Facoltà teologica ortodossa di Belgrado. Presiederà i lavori il vescovo Luigi Stucchi, vicario episcopale della zona di Varese.
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