” “
” “"A distanza di un anno si vive ancora l’ansia e l’angoscia di quel giorno". A parlare al Sir (intervista su old.agensir.it) è Antonio Zuliani, docente di psicologia dell’emergenza all’Università di Padova, che collabora con "Aiutateci a salvare i bambini" (www.aiutateciasalvareibambini.org/), l’associazione che, insieme ad altre, si occupa di portare aiuto alla città della Repubblica di Ossezia, dove un anno fa persero la vita 186 bambini e 144 adulti per mano di terroristi. Secondo l’esperto "certe ferite difficilmente si rimarginano del tutto. Questa generazione non ne verrà fuori molto facilmente, anche se, sappiamo, che l’uomo ha dentro di sé forze che in momenti difficili emergono. Per questo vanno pensati progetti di aiuto pluriennali". Non solo i bambini vanno curati e sostenuti, "tutti afferma presentano i sintomi tipici del disturbo post traumatico e da stress, dalla riedizione del trauma, alla difficoltà di tornare a scuola, dall’aumento di aggressività, alla fatica a dormire da soli fino a regressioni come "bagnare" il letto" ma anche i genitori "perché si ricostruiscano, e con essi la società cui appartengono, perché così potranno aiutare i loro figli. I primi terapeuti dei figli, infatti, sono proprio i genitori". A questo riguardo la comunità internazionale ha un ruolo importante: "deve far sentire tutta la propria solidarietà e vicinanza alla comunità di Beslan per alimentarne il senso di fiducia. Una delle grandi paure degli abitanti di Beslan è quella di essere abbandonati. Stimolare la convinzione che possono ridisegnare il loro essere sociale. L’aiuto fondamentale resta, dunque, la solidarietà".
” ”
” ”
” ”