DONNA INCINTA MORTA A PALERMO: DI NICOLA, "MALASANITÀ NON SOLO AL SUD", LEGITTIMA LA "TRASGRESSIONE" DELLE REGOLE SE C’È PERICOLO DI VITA


"Gli episodi di malasanità non accadono solo al Sud", e comunque "la trasgressione delle regole è legittima, se c’è una persona in pericolo di vita". Giulia Paola Di Nicola, condirettrice della rivista "Prospettiva persona", commenta in questi termini al Sir la morte di Angela Pagano, 39 anni, la donna incinta morta venerdì scorso quindici minuti dopo l’arrivo al Policlinico di Palermo, dove era stata trasferita per mancanza di posti letto al Buccheri La Ferla, il primo ospedale dove era stata condotta e dove i medici avevano accertato la morte del bimbo che portava in grembo da nove mesi. "Sei fatti si sono svolti realmente come è stato riferito finora –puntualizza la sociologa – è stato seguito un metodo che guarda più alla forma che alla sostanza, e in base al quale se in un ospedale arriva un malato in più del ‘tetto’ fissato per la struttura, diventa un incomodo da rifiutare. Un medico, o la persona che accoglie il malato, ha invece il dovere di trasgredire alle regole, se ne va della vita di una persona: se una legge diventa disumana, il ‘funzionario’ che la applica non è più soltanto una persona che obbedisce alle regole, ma che collabora col male". Ricordando che nel caso in questione ci sarebbe almeno un "concorso di colpa", Di Nicola invita infine a "non liquidare semplicemente l’episodio come un ennesimo caso di malasanità al Sud, visto che la cronaca ci ha abituato ad episodi simili anche al Nord del Paese".