Alla base dell’"idolatria dell’identità etnica, della razza o della religione", c’è "il rifiuto dell’altro e l’avversione alla democrazia intesa come riconoscimento delle differenze e del pluralismo". Il grido d’allarme viene dall’Istituto Rezzara di Vicenza, a conclusione del 38° convegno sui problemi internazionali Recoaro Terme, 9-11 settembre). "La difficoltà delle moderne democrazie si legge negli orientamenti conclusivi sta nel trovare il punto di equilibrio fra identità e differenza, fra conflitti di valore e conflitti di interesse, con l’invenzione di un nuovo tipo di solidarietà capace di trasformare il rapporto formale in regole di vita condivise". L’idea di un "bene comune mondiale" è dunque "l’anima etica della democrazia", sostiene l’Istituto Rezzara citando la "Centesimus annus "di Giovanni Paolo II e invitando a dare corpo ad un "umanesimo sociale e solidale". Tra le proposte del Rezzara, l’allargamento del Consiglio di sicurezza dell’Onu "secondo le aree mondiali, la densità democratica e le forze produttive, senza diritti di veto, affiancato da nuovi organismi, rappresentanti delle società civili e di organismi economici democraticamente strutturati",