"L’11 settembre resta la data più tragica di questo nostro inizio di secolo" ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio , nella conferenza inaugurale del convegno apertosi ieri a Lione e che proseguirà fino al 13 settembre. "È cresciuta, – ha ripreso Riccardi nell’ambito di una più ampia analisi – tra mondi e religioni, la diffidenza. Spesso sembra realista dire che lo scontro, violento o culturale, sia inevitabile. Appare coraggio; ma è paura in un mondo disumano. La violenza non è coraggio".
"Milioni di uomini e donne, ansiosi, in un mondo con aspetti di disumanità, cercano un’anima per il nostro tempo. Le religioni hanno una grande responsabilità".
"Uno studioso americano, Rudolph Rummel, – ha ricordato Riccardi – ha affrontato la realtà dell’omicidio di popolo, da lui definito "demomicidio", sottolineando che 170 milioni di persone sono state uccise nel XX secolo, in gran parte dalla violenza di Stato".
Armando Emilio Guebuza, presidente della Repubblica del Mozambico ha ricordato a sua volta il successo ottenuto dalla Comunità di Sant’Egidio dopo due anni di trattative tra nemici del suo paese."Attraverso il dialogo e con la partecipazione delle varie confessioni religiose ha affermato – siamo riusciti a porre fine alla guerra che dopo aver provocato un milione di morti impediva di concentrarci sullo sviluppo del paese. Il programma Dream per la cura dell’Aids che Sant’Egidio sta intraprendendo in Mozambico è un ulteriore segnale di questo successo". (segue)