” ““Coppie di fatto, matrimoni solo civili, riconoscimento delle unioni omosessuali” sono nuove e “possibili” forme familiari, talvolta riconosciute anche dalla legislazione civile”, che “minacciano nella sua identità più profonda” l'”identità” della famiglia fondata sul matrimonio, fino a “snaturarla”. Mentre si accendono le polemiche scatenate dalla lettera di Romano Prodi a Franco Grillini, l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Ciliberti, interviene sulla “crisi” che oggi vive la famiglia, “investita da profondi mutamenti culturali che ne stanno alterando profondamente il modello tradizionale”. Nella lettera pastorale dal titolo “Una generazione narra all’altra…”, resa nota alla vigilia del convegno pastorale che si svolgerà dal 16 al 17 settembre prossimo sul tema “La famiglia luogo privilegiato di evangelizzazione e di catechesi”, il presule cita infatti tra i “segni più preoccupanti” di crisi della centralità della famiglia fondata sul matrimonio “il ricorso all’istituto giuridico del divorzio e il diffondersi della prassi di nuove ‘nozze’, il riconoscimento del matrimonio puramente civile, che contraddice la vocazione dei battezzati a ‘sposarsi nel Signore’, la celebrazione del sacramento del matrimonio senza una fede viva e matura, il rifiuto delle norme morali che reggono e fondano l’esercizio umano e cristiano della sessualità nel matrimonio”. Quanto al clima culturale dominante, una delle sfide più urgenti da raccogliere è per l’arcivescovo di Catanzaro quella che deriva dal “dilagare di una certa mentalità abortista e contraccettiva, che di fatto è la negazione della famiglia, tradizionalmente intesa come il sacrario della vita, il luogo dove la vita è trasmessa, generata, custodita, difesa, promossa”.