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” “Anche se "la comunicazione televisiva in tutto il mondo viene pensata e trasmessa su di un unico schema di concezioni immanentistiche, di relativismo etico, che ignora costantemente la presenza di Dio creatore", il genere sacro, escluso per quasi vent’anni dalla tv consumistica, "è tornato a essere accettato dall’emittenza televisiva, perché gradito e desiderato dal pubblico". Lo ha detto Ettore Bernabei, presidente della Lux Vide, intervenendo oggi al Congresso internazionale "La Sacra Scrittura nella vita della Chiesa", in corso a Roma (fino al 18 settembre) per iniziativa della Federazione biblica cattolica e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, nel 40° anniversario della "Dei Verbum". Citando il recente successo dei 21 film di argomento biblico prodotti dalla Lux, Bernabei ha spiegato come all’origine del progetto c’era l’idea di "trovare una effettiva intesa tra esperti cattolici, evangelici, ortodossi, ebrei e islamici per arrivare a sceneggiature che fossero di gradimento del grande pubblico della fiction televisiva e non turbassero le varie scuole esegetiche". Il risultato, in tutti i 143 Paesi dove le pellicole sono state trasmesse, è stato un successo superiore alle medie degli ascolti di "fiction" di quelle emittenti: a conferma, secondo Bernabei, che il pubblico televisivo è "maturato", non solo dal punto di vista tecnico o estetico. Oggi, ha concluso Bernabei, "in tutto il mondo apparati finanziari, economici, culturali impongono un tipo di programmazione televisiva che non corrisponde al modo di pensare e di vivere di miliardi di uomini e di donne".