” ““I morti clandestini in mare sono martiri dell’indifferenza mondiale verso le condizioni di vita in Africa!”: è la denuncia del Cipsi, coordinamento di 37 Ong e associazioni di solidarietà internazionale, dopo la tragedia del mare avvenuta nei giorni scorsi a Gela, con 11 vittime, tutte in fuga dall’Eritrea. Il Cipsi invita i cittadini e le associazioni a mobilitarsi per chiedere ai governi di Eritrea ed Etiopia di “rimuovere gli ultimi ostacoli per l’avvio della demarcazione dei confini di stato tra i due Paesi” e di “procedere alla smobilitazione delle forze armate e riprendere le attività di sviluppo locale”. “Continua il disinteresse delle istituzioni internazionali nei confronti del rischio reale di un nuovo conflitto tra Etiopia ed Eritrea dichiara Guido Barbera, presidente del Cipsi – di fronte ai morti per miseria in Africa, e alle stragi della speranza su pescherecci arrugginiti. Ci rivolgiamo quindi a tutta la comunità internazionale e alle associazioni invitandole a rompere il silenzio attraverso un appello ai due Paesi a riprendere concretamente la costruzione di nuovi rapporti e relazioni, risolvendo i problemi ancora aperti”. Alle istituzioni internazionali si chiede, tra l’altro, “di attuare un embargo totale sulla vendita di armi ai due Paesi”. Le adesioni all’appello devono essere inviate entro il 10 Ottobre tramite una mail a pace@cipsi.it. Le firme verranno consegnate da una delegazione di associazioni impegnate in un cammino comune di solidarietà con le popolazioni dei due Paesi, agli ambasciatori di Etiopia ed Eritrea in Italia.