” “Alberto Lepori, osservatore dell’attività della Commissione dei diritti dell’uomo di Ginevra, insiste sui meriti storici delle Nazioni Unite, dai quali non si dovrebbe prescindere in vista della necessaria riforma e del rilancio dell’organismo mondiale. "Potrà sembrare una constatazione ovvia, ma già la durata per sei decenni, attraverso epoche di grandi rivolgimenti (fine della seconda guerra mondiale, decolonizzazione, guerra fredda, caduta del muro di Berlino…), rappresenta per l’Onu un successo storico eccezionale. Basterebbe confrontare la breve e infelice vicenda della Società delle Nazioni di Ginevra". Ma, secondo il giurista svizzero, non va considerata solo la durata: "L’Onu è anche cresciuta dai 51 Stati fondatori, comprendendone oggi 191". Un altro "traguardo delle Nazioni Unite, spesso dimenticato, è stata la fine dell’epoca coloniale, con l’accesso alla indipendenza e alla libertà di milioni di persone". Inoltre, "nel bilancio dell’Onu che, secondo Lepori, non è esente da zone d’ombra e insuccessi – dovrebbero essere elencate le attività svolte dalle numerose organizzazioni e istituzioni che ne sono derivate. Cito solo la Fao per la fame e l’alimentazione, l’Unesco per la cultura, l’Oms per la salute, l’Oil per il lavoro, l’Unicef per l’infanzia, l’Hcr per i rifugiati". Senza trascurare "lo sviluppo di un sistema di tutela sempre più ampio dei diritti umani", "la cui base fondamentale è rappresentata dalla Carta universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948".