"Manos Unidas", Ong cattolica spagnola che lotta contro la povertà, ha chiesto ai capi di Stato e di Governo riuniti in questi giorni al vertice Onu a New York di "portare a compimento gli impegni presi nel 2000 a favore dello sviluppo". Tra le richieste c’è la conversione del debito estero dei Paesi poveri in programmi di promozione della donna. María Eugenia Díaz, rappresentante di "Manos Unidas", ha ribadito, durante una conferenza stampa svoltasi ieri a Madrid, "di passare all’azione: conosciamo già la diagnosi e disponiamo già di numerosi programmi. Non è più il tempo delle promesse e dichiarazioni solenni, è il momento di agire". "Manos Unidas" si unisce alle "milioni di voci che chiedono che la comunità internazionale adotti misure per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio". Chiede inoltre ai leader mondiali "che lavorino con determinazione e perseveranza" soprattutto su quattro fronti: "Migliorare e incrementare l’aiuto ufficiale allo sviluppo fino a raggiungere lo 0,7% del Pil promesso più di trenta anni fa; condonare o convertire il debito estero dei Paesi poveri in programmi e progetti di sviluppo; offrire ai poveri migliori opportunità di scambio, eliminando le barriere che si oppongono alle esportazioni; pressare i governi con misure concrete di fronte a situazioni di corruzione politica ed economica".