SACRA SCRITTURA: CARD. MARTINI, LA "LECTIO DIVINA" COME "ANTIDOTO" A "CONFLITTI" TRA ETNIE E RELIGIONI E "ATEISMO PRATICO" (2)” “

"È in questa linea dell’ardore del cuore concentrato sulla Parola che è possibile sperare un rinnovamento della Chiesa al di là di quanto non possano fare discussioni e consultazioni". Il card. Martini ha spiegato in questi termini il primato della "lectio divina" per il futuro della Chiesa, auspicando che essa divenga un "metodo pastorale in tutte le comunità cristiane e presso tutti i fedeli" e che "tale modo di meditare e pregare a partire dalla Scrittura divenga esercizio comune a tutti i cristiani", realizzando così ciò che il Concilio Vaticano II ha proposto nella "Dei Verbum". Il porporato si è soffermato in particolare sulla "lectio divina" così come veniva praticata nel primo millennio dell’era cristiana: una lettura, cioè, "finalizzata a un incontro con l’autore della Parola, una lettura capace di plasmare e orientare l’esistenza". "La Bibbia – ha ricordato Martini – va vista non solo nei suoi contenuti e nelle sue affermazioni, come un testo che dice qualcosa a qualcuno, ma anche come Qualcuno che parla a chi legge e suscita in lui un dialogo di fede e di speranza, di pentimento, di intercessione, di offerta di sé". "Nella mia esperienza di vescovo a Milano per oltre 22 anni – ha raccontato Martini – ho avuto modo di vedere concretamente i frutti di tale preghiera a partire dalla Scrittura, in molti giovani e in tanti adulti che hanno trovato in questa familiarità con la Bibbia la capacità di orientare la loro vita secondo la volontà di Dio anche nella grande città moderna e in un ambiente secolarizzato".