"Nella politica estera tedesca si riscontra una continuità di fondo, mantenuta da tutti i cancellieri e dai governi che si sono succeduti. Anche se questo non toglie che, con una coalizione guidata dalla Merkel, dovrebbe cambiare un po’ lo stile delle relazioni esterne". Thomas Jansen spiega al Sir che "Schroeder preferiva un dialogo ravvicinato con la Russia e con la Francia. Nel suo orizzonte avevano meno rilevanza la Polonia e altri tradizionali alleati europei. La Merkel potrebbe rilanciare un dialogo preferenziale con i paesi dell’Unione, fra i quali il Benelux e l’Italia; anche con la Francia, ma su un piano differente. E certamente stringerà rapporti più solidi con gli Stati Uniti". Il politologo tedesco aggiunge una osservazione sulla "moltiplicazione degli attori politici in Germania": "I due grandi partiti popolari, Cdu e Spd, non sono mai andati così in basso e, insieme, ottengono circa il 70% dei consensi, mentre in passato avevano l’80-85% dei voti. Questo vuol dire che anche a Berlino la frammentazione politica diventa un elemento stabile del quadro politico".