"La politica e l’economia non strumentalizzino i simboli religiosi": è il commento al Sir di Antonio Nanni, pedagogista ed esperto di intercultura per le Acli e Cem-mondialità, a proposito della protesta degli indù a Parigi, che hanno costretto un’azienda francese a ritirare dal commercio le scarpe ritenute blasfeme perché usavano strumentalmente l’immagine del dio Rama. Nanni nota che "in molte parti del mondo continua a diffondersi non tanto uno scontro di civiltà quanto piuttosto un ‘conflitto sui simboli’, a dimostrazione che bisogna saper rispettare i segni del sacro di tutte le religioni se si vogliono evitare gli effetti indesiderati di una società iconoclasta". Come gli indù hanno usato l’arma del boicottaggio per ottenere un cambiamento di rotta, osserva, "è prevedibile che tali comportamenti saranno in futuro sempre più frequenti se le aziende non si adegueranno alla sensibilità dei ‘consumatori’ piuttosto che alle lusinghe di una pubblicità che al dio profitto subordina ogni cosa, anche simboli religiosi". Episodi di questo tipo, continua, "ci dimostrano la centralità dei simboli religiosi in una società post-secolare, chiamata a ripensare in termini nuovi il principio di laicità". "È pertanto importante conclude – che sia la politica sia l’economia, non strumentalizzino mai la sfera religiosa che si rende visibile nell’abbigliamento, nell’alimentazione, nel calendario, nella ritualità, nei piccoli segni e nelle immagini della vita quotidiana. Sta qui la ‘lezione’ del caso francese".” ”