COMUNICAZIONE E GIOVANI: VARSAVIA, LA CEEM AI VESCOVI EUROPEI, “ANDIAMO DOVE NON SIAMO ATTESI”

“I giovani si aspettano che non abbiamo paura dei media: andiamo dove non siamo attesi, entriamo nell’arena quando la Chiesa è chiamata a intervenire nei dibattiti della società e incoraggiamo quanti lo fanno. Una Chiesa assente o eccessivamente compiacente non sarà rispettata né dai media né dai giovani. La Chiesa deve essere se stessa”. E’ l’invito contenuto nel messaggio che i membri della Commissione episcopale europea per i mezzi di comunicazione sociale (Ceem) hanno rivolto oggi ai “confratelli vescovi d’Europa” a conclusione dell’assemblea plenaria dell’organismo e dell’annuale incontro degli addetti stampa e portavoce delle 34 Conferenze episcopali del continente, tenutosi nei giorni scorsi a Varsavia dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). Tema dell’edizione 2005, “Chi crea la visione che i giovani hanno della realtà? Media, linguaggi giovanili e trasmissione della fede”. Sottolineando che “la cultura giovanile è plasmata dall’universo dei mezzi di comunicazione” i vescovi Ceem affermano che “la Chiesa è chiamata a inculturare la fede nelle nuove forme relazionali create dai media” che “sono un dono di Dio” e vanno accolti “positivamente”. Di qui l’esortazione ai responsabili delle Chiese del continente a “coinvolgere i giovani nell’azione pastorale; inserire le comunicazioni sociali nella pastorale della Chiesa; proporre azioni nuove, come l’invio di ‘Sms’ per organizzare incontri o partecipare a forum su Internet”; azioni, queste ultime, che daranno “alla Chiesa maggiore visibilità presso i giovani e faranno scoprire loro che il messaggio evangelico può rispondere alle loro aspettative”.