PACS: SETTIMANALI DIOCESANI, “CONFUSIONE INACCETTABILE”. “NESSUNO PRETENDA IL SILENZIO/CONSENSO DEI CATTOLICI”

” ““Uno più uno non fa famiglia”: è il titolo dell’editoriale dell’ultimo numero de “La Vita Cattolica”, settimanale di Udine, incentrato sulla questione dei Pacs (patti civili di solidarietà). “Il riconoscere come matrimonio ogni unione, eterosessuale o omosessuale che sia, produce una confusione di partenza inaccettabile per se stessa e per le pesanti conseguenze che ne derivano”. Per il settimanale cattolico, il matrimonio ha “un’essenziale dimensione sociale che si esprime nel rapporto reciproco” matrimonio-società e società-matrimonio secondo la “logica del movimento dare-ricevere”. Che non è “la logica dei Pacs, che si limitano semplicemente a riconoscere dei diritti sociali a due persone… mentre l’adempimento dei compiti viene lasciato alla totale arbitrarietà dei contraenti stessi”. “La verità – si legge nell’editoriale de “La Libertà” (Reggio Emilia) – è che vengono attribuiti diritti tipicamente matrimoniali a chi non vuole assumere gli oneri del matrimonio… Che lo Stato legittimi” tali diritti “costituisce una ferita alla famiglia fondata sul matrimonio”, ed è inoltre “particolarmente devastante” dal punto di vista culturale “che si riconosca la legittimità della coppia omosessuale”. “I cattolici e molti ‘laici’ non sono d’accordo” conclude l’editoriale, e “nessuno può pretendere né il loro silenzio, né il loro consenso”. “Il timore – aggiunge Giovanni Barbieri, vicedirettore de “Il Corriere Apuano” (Massa) – è anche che, come accaduto per divorzio e aborto, questo sia una specie di cavallo di Troia per andare a demolire, a piccoli passi, più sostanzialmente l’istituto della famiglia”.
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