"Il dibattito di questi giorni sui temi della famiglia e delle coppie di fatto pone l’accento su una questione che, come cristiani e come cittadini, non può vederci distratti o evasivi. L’Azione Cattolica Italiana, associazione di laici riconosciuta dalla Chiesa come "singolare forma di ministerialità laicale" e chiamata, attraverso la vita associativa, a realizzare la propria vocazione specifica nella comunità cristiana e nella società civile, raccoglie con spirito di gratitudine e senso di corresponsabilità l’invito dei pastori, emerso con forza a partire dalla prolusione del cardinale Camillo Ruini al Consiglio permanente della Cei di lunedì 19 settembre, a prendere "sul serio quelle esigenze fondamentali e di lungo periodo della società e della famiglia sulle quali abbiamo tante volte richiamato l’attenzione". Tale invito, peraltro, corrisponde ad un preciso dettato della Carta costituzionale, che l’associazione considera un supremo punto di equilibrio e di garanzia della nostra civiltà giuridica: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" (art. 29)."
Inizia così il comunicato stampa diffuso oggi pomeriggio dall’Azione cattolica italiana che prende così la prola nel dibattito attorno alla famiglia e alle unioni di fatto.
"Il valore della famiglia, centrale per il futuro della società – si legge nella nota dell’associazione – troppo spesso è stato relegato in secondo piano, se non addirittura dimenticato da chi è chiamato a scrivere le leggi di questo paese. Il paradosso, come evidenziava bene il card. Ruini, "è che il sostegno pubblico alla famiglia in Italia è … molto minore, meno moderno e organico, pur in presenza di una gravissima e persistente crisi della natalità che sta già provocando, e causerà assai di più in futuro, ingenti danni sociali. Il sostegno alla famiglia legittima dovrebbe essere dunque la prima e vera preoccupazione dei legislatori". (segue)