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” “Un carteggio inedito tra san Luigi Orione e mons.Giovanni Battista Montini per aiutare i "lapsi", com’erano chiamati allora i sacerdoti in difficoltà. E’ stato scoperto e reso pubblico oggi dall’Opera don Orione, che parla di una dozzina di lettere indirizzate a don Orione a partire dal 1928. Il futuro Paolo VI era allora minutante della Segreteria di Stato della Santa Sede e si mostrava particolarmente attento alle sofferenze dei sacerdoti in difficoltà, come dimostra il carteggio. In alcune lettere mons.Montini chiedeva a Don Orione di accogliere "in qualche sua casa di Roma l’ex sacerdote Devoti" (il nome è stato cambiato, ndr), che "aveva lasciato l’abito e la vita sacerdotale dopo sedici anni di buon ministero parrocchiale". Don Orione accettò di accogliere questo sacerdote e anche altri inviati successivamente da mons.Montini, che gli suggerì inoltre di "far sorgere un’opera di assistenza per questi infelici, a cui più nessuno vuol porgere la mano". Di fatto, negli anni ’30 don Orione destinò a questi sacerdoti un ambiente riservato, "capace di favorire la loro ripresa umana e spirituale". Domani, nei pressi della casa natale di papa Paolo VI a Concesio (Brescia), verrà posta la prima pietra del “Centro Studi dell’Istituto Paolo VI”. Il nuovo edificio, strutturato in tre corpi principali, comprendenti un auditorium, la sede dell’Associazione Arte e Spiritualità (che espone le circa 4.000 opere donate da artisti di fama mondiale al Papa bresciano) e la sede dell’Istituto con spazi riservati all’archivio, alla biblioteca e agli uffici.