“Abbiamo fatto esperienza di come sia possibile che persone di differenti religioni e culture vivano armoniosamente l’una accanto all’altra per anni, per secoli anche, ma poi accade qualcosa che rompe l’equilibrio e rende difficile recuperare fiducia e tornare a coabitare in pace. La conoscenza reciproca profonda è necessaria in società pluralistiche come le nostre per assicurare una pace duratura”. Così mons. Michael Fitzgerald, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, aprendo ieri 25 settembre a Roma i lavori del convegno internazionale “Nostra Aetate oggi”, promosso in occasione del quarantesimo anniversario della promulgazione della dichiarazione conciliare sui rapporti interreligiosi (28 ottobre 1965). L’incontro, organizzato dall’Istituto di studi religiosi su religioni e culture e dal Centro “Cardinal Bea” per gli studi giudaici, è ospitato dalla Pontificia Università Gregoriana e si concluderà il 28 settembre. “Riflettiamo sul cammino percorso Allo stesso tempo guardiamo verso il futuro e tracciamo i percorsi che dovremo ancora affrontare se vogliamo che il dialogo tra credenti diventi un elemento chiave della cultura contemporanea” ha affermato il gesuita padre Daniel Madigan, direttore del citato Istituto. La dichiarazione conciliare “Nostra Aetate” sui rapporti tra la Chiesa cattolica e le religioni non cristiane, ha incentivato in modo significativo il dialogo interreligioso e, in particolare, le relazioni ebraico-cristiane. Queste ultime, insieme ai rapporti tra cristiani e membri di alcune religioni dell’Asia, e al dialogo tra musulmani e cristiani, sono al centro delle tre giornate scandite da relazioni e tavole rotonde cui partecipano rappresentanti di tutte le religioni provenienti da tutto il mondo.” “