La famiglia rischia di uscire schiacciata tra "le gravi difficoltà economiche che continuano a far sentire i loro effetti nel Paese" e "la relativizzazione dei valori e dei riferimenti comuni": lo dicono i Vescovi nel comunicato finale presentato questa mattina a Roma, dopo i lavori del Consiglio permamente della scorsa settimana. Per questo prosegue il documento della Cei i vescovi "hanno chiesto il rispetto della specificità dell’istituto familiare fondato sul matrimonio, nello spirito della giurisprudenza costituzionale secondo cui ‘la convivenza more uxorio non può essere assimilata alla famiglia, così da desumerne l’esigenza di una parificazione di trattamento’". Il comunicato prosegue sottolineando che "l’attenzione verso eventuali situazioni particolari, che non trovino già risposta nel contesto dei diritti individuali, andrà ricercata nelle molteplici possibilità offerte dal diritto privato, senza creare surrettiziamente profili giuridici che finirebbero col diventare dei piccoli matrimoni". Il Consiglio permanente della Cei, viceversa, mette in luce che "veramente paradossale e frutto di un approccio sostanzialmente ideologico appare la preoccupazione per un fenomeno assai marginale, anche rispetto alla sua effettiva rilevanza sociologica, a fronte invece della persistente e grave mancanza di politiche a sostegno della famiglia, le cui conseguenze si riflettono in particolare sul triste primato italiano della denatalità". Il lavoro da fare, secondo i vescovi, è quindi quello per il sostegno dei fidanzati, delle giovani coppie, delle famiglie con figli.