"Il più importante frutto della dichiarazione conciliare Nostra Aetate sta in una comunione spirituale senza precedenti storici fra ebrei e cristiani che si riflette in un cambiamento di clima negli incontri interreligiosi. L’impegno di Giovanni Paolo II è stato fondamentale per consolidare questi risultati nel tempo". Mons. Stanislaw Gadecki, delegato della Conferenza Episcopale Polacca per il dialogo interreligioso, intervenendo ieri sera al convegno internazionale sulla "Nosta Aetate", che si concluderà domani alla Pontificia Università Gregoriana, ha tracciato un primo bilancio sullo stato dei rapporti fra ebrei e cristiani quaranta anni dopo la dichiarazione conciliare sui rapporti interreligiosi. Gli ha fatto eco il rabbino David Rosen, direttore del dipartimento per gli affari interreligiosi dell’American Jewish Committee: "Nostra Aetate è stata una benedizione. Ha portato, anche se diversi anni dopo e non senza difficoltà, al riconoscimento da parte della Chiesa dello Stato di Israele. Gli ebrei non sono più il popolo destinato a vagare e ad espiare, ma diventano, per i cattolici, fratelli maggiori". ” ”