” “”Non abbiamo paura di sovresporci in politica, se il problema riguarda la dimensione antropologica della persona e la vita sociale”, ha detto Betori rispondendo alle domande dei giornalisti: “ma non direi che riduciamo tutto a livello morale”, ha aggiunto citando l’attività pastorale ordinaria della comunità ecclesiale, di solito ignorata dai media. In merito all’episodio di Siena, il segretario generale della Cei ha precisato che “non era un luogo politico, ma un luogo culturale. Nei luoghi culturali,la Chiesa come soggetto sociale ha tutti i diritti di andare,mentre non va mai nei luoghi politici”. Quella ecclesiale, dunque, è “una apertura a 360°, che “va accolta da tutti”. “Il referendum ha sottolineato Betori ha dimostrato che c’è la possibilità per tutti di entrare in dialogo sulle questioni fondamentali della vita dell’uomo”. Quanto a presunte interferenze della Chiesa sulle decisioni politiche e legislative, Betori ha risposto citando un recente sondaggio, secondo il quale “per il 70% degli italiani è opportuno che la Chiesa intervenga. Sentiamo in questo la convalida del fatto che il popolo italiano percepisce il sentire religioso come qualcosa che fa parte della vita quotidiano della gente, e non soltanto della dimensione spirituale o interiore. Il Vangelo è per la vita, per le persone, anche per le persone come società”.Del resto, ha commentato il segretario generale della Cei, ” sono 2000 anni che stiamo tra la gente, e la gente se n’è accorta. Il cristianesimo, e il cattolicesimo in particolare, è la religione dell’incarnazione”.