"L’amore divino diviene concreto e quasi sperimentabile nella storia con tutte le sue vicende aspre e gloriose", e grazie ad esso ciascuno di noi oggi può pregare il Signore perché "in questi tempi" doni "concordia e pace a tutti gli abitanti della terra". Lo ha detto il Papa, che nella tradizionale udienza generale in piazza S. Pietro è tornato sul tema della presenza di Dio nelle vicende umane. "L’onnipotenza divina si manifesta in continuazione nel mondo intero", ha detto Benedetto XVI commentando la prima parte del Salmo 134, ed è proprio nel "mirabile intervento nella storia" che "il Creatore mostra il volto di redentore del suo popolo e di sovrano del mondo". E’ la "professione di fede", ha aggiunto il pontefice, il centro del Salmo, che "si rivela una proclamazione della grandezza del Signore, manifestata nelle sue opere meravigliose". Il "potente intervento di Dio" nel mondo e nella storia, ha sottolineato il Santo Padre, deve trasparire anche nella liturgia, il cui "compito" è "rendere sempre presenti ed efficaci i doni divini, soprattutto nella grande celebrazione pasquale che è la radice di ogni altra solennità e costituisce l’emblema supremo della libertà". Citando poi, il commento di san Clemente Romano al salmo citato, il Papa ha aggiunto a braccio, al termine della catechesi: "Con questa preghiera di un papa del primo secolo possiamo pregare anche noi: ‘O Signore, fa splendere il tuo volto su di noi oggi per il bene della pace. Dona in questi tempi concordia e pace a noi, e a tutti gli abitanti della terra. Per Gesù Cristo, che venga di generazione in generazione, e nei secoli dei secoli’".
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