"L’economia e la finanza come ogni attività lavorativa non possono fare a meno di un’etica", e per il "rilancio" dell’Italia servono "innovazione, riqualificazione", ma anche "nuovi modelli di sviluppo che tengano conto, oltre che dell’equo profitto, della responsabilità sociale delle imprese e di tutte le forze del lavoro coinvolte sul territorio". La "ricetta" viene dai vescovi del Triveneto, che riunitisi ieri nella nuova sede di Zelarino (Venezia), si sono confrontati sulla situazione socio-politica del Triveneto e dell’Italia, soffermandosi su temi come "il crescere delle nuove povertà, i problemi legati al rapido evolversi delle forme di lavoro e la delicata questione del rapporto tra produzione e finanza, le crisi di numerose imprese con chiusure e licenziamenti in atto o in previsione".In particolare,i presuli lanciano un invito a "tutte le componenti del lavoro,le forze politiche e istituzionali a operare in sinergia per affrontare la difficile situazione che vede imprese chiudere o delocalizzare all’estero,lasciando senza lavoro o in una situazione di grave sofferenza e difficoltà tanti lavoratori e le loro famiglie". In merito al dibattito sulle"coppie di fatto", i vescovi del Triveneto esprimono inoltre la loro "piena e solidale adesione" alle posizioni del card. Camillo Ruini, presidente della Cei, e hanno ribadito "il diritto e dovere di richiamare tutti,credenti e non, alla necessità di non equiparare la famiglia,istituto naturale fondato sul matrimonio, ad altre forme di unione".