IRAQ: LA SOCIETÀ CIVILE DENUNCIA VIOLAZIONI E ABUSI NELLE CARCERI. UN NETWORK PER I DIRITTI DEI DETENUTI (2)

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” “Alla polizia irachena e alla guardia nazionale sono affidati invece anche i criminali comuni: "Sono state raccolte denunce di arresti a scopo di estorsione, frustate con i cavi elettrici sulle piante dei piedi, polsi legati dietro la schiena e appesi per ore, per giornate intere. I minori sono detenuti insieme agli adulti subendo le stesse angherie e violenze". Da qui l’idea del progetto, che intende sostenere le organizzazioni irachene per la tutela dei diritti umani, contribuire alla difesa legale dei detenuti, all’istituzione di servizi post carceri e a sensibilizzare l’opinione pubblica italiana. Tutto ciò tramite programmi formativi, azioni di monitoraggio e documentazione e la creazione di un network di organizzazioni irachene per i diritti dei detenuti. "Noi non mettiamo in dubbio la legittimità dell’attuale governo dell’Iraq e non facciamo paragoni con la situazione precedente –precisa Ismail Daud, di Al-Mesalla Center of human resources development -. Le vittime di oggi non possono essere giustificate dalle vittime del passato. Riteniamo che il governo abbia il dovere di smascherare e denunciare queste violazioni". Mohammed T.A. Abdullah, del Centro studi per i diritti e la democrazia di Falluja, critica "un processo politico che sta andando in una direzione sbagliata, perché segue più un’agenda americana che l’agenda dei bisogni della gente. Tutto ciò può contribuire ad aumentare la violenza". Anche la Costituzione, a suo avviso, "riflette una discussione interna al potere, è infusa di settarismo e confessionalismo e non guarda alle necessità civili del Paese".