IRAQ: LA SOCIETÀ CIVILE DENUNCIA VIOLAZIONI E ABUSI NELLE CARCERI. UN NETWORK PER I DIRITTI DEI DETENUTI

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” “Sono venuti in Italia per denunciare "gli arresti arbitrari, l’uso della tortura e gli abusi sui civili", un serie innumerevole di violazioni dei diritti umani commessi soprattutto nelle carceri, "sia dalle forze multinazionali, sia dalle forze dell’ordine irachene". Per contribuire al miglioramento delle condizioni delle persone detenute in Iraq, alcuni esponenti della società civile irachena, in collaborazione con organizzazioni pacifiste italiane aderenti alla campagna "Costruire ponti di pace" (tra cui Un ponte per, Beati i costruttori di pace, Pax Christi, Gruppo Abele, Tavola della pace, Rete Lilliput, ecc.)hanno presentato oggi a Roma il progetto "Diritti dentro. Per la difesa dei diritti umani dei detenuti iracheni". "E’ facile essere arrestati in Iraq, sia dalle forze multinazionali, sia dalla polizia irachena, sia dalle squadre speciali che fanno capo al ministero degli interni – denunciano le organizzazioni irachene -. Ma è difficile essere arrestati legalmente e senza subire violenza". Descrivono, ad esempio, gli arresti dei "security prisoners" – quelli che vengono considerati un pericolo per la sicurezza – per mano delle forze multinazionali, "nel cuore della notte, con case messe a soqquadro, soldi e oro che finiscono nelle mani dei soldati, bambini e donne che assistono alle brutalità e spesso subiscono interrogatori violenti. Gli arrestati, incappucciati e legati con le mani dietro la schiena vengono umiliati, privati del sonno, senza cibo né acqua, picchiati. Non c’è assistenza legale, non c’è processo, tutto è nelle mani della giustizia militare". (segue)