“Sei sulla stampa, dunque esisti”: per Fabiana Martini, direttore del settimanale cattolico di Trieste “Vita Nuova”, è “davvero sconcertante” il potere dei media, eppure, osserva nell’editoriale dell’ultimo numero, “più aumentano le informazioni più diminuisce la conoscenza”. Disastri aerei, incendi di abitazioni, guerre sono le principali notizie di questi giorni, rileva Martini, ma dei “quaranta milioni di persone” che “ogni anno nel mondo muoiono di fame” nessuno parla “ed è come se non fossero morti”. “Come se la consistenza di un evento, il suo peso, la sua stessa ragion d’essere dipendessero dall’eventuale rappresentazione che noi decidiamo o meno di farne”. Per il direttore di “Vita Nuova” “paradossalmente più aumentano le informazioni, più diminuisce la conoscenza; più siamo collegati, meno siamo in relazione. Ripiegati come siamo su noi stessi” non riusciamo “a scorgere il volto dell’altro che, quando ci incrocia, inevitabilmente c’interpella, ci chiede una risposta. Ci chiede di farlo vivere riconoscendolo, facendogli spazio nella nostra vita. Anche quando puzza”.