” “”Suscitare attenzione e ascolto verso le popolazioni sofferenti e private di ogni diritto del Darfur”: lo ha chiesto il card. Karl Lehmann, arcivescovo di Magonza e presidente della Conferenza episcopale tedesca, condannando “le massicce violazioni dei diritti umani” nella regione sudanese, durante una conferenza stampa che si è svolta ieri a Bonn. Se è un “segno di speranza” il fatto che lo scorso 31 agosto si siano incontrati per la prima volta in parlamento i protagonisti della guerra civile in corso da oltre 20 anni, per gli abitanti del Darfur la libertà è ancora lontana: pulizia etnica, violenze, incendi dolosi hanno provocato la morte di oltre 300.000 persone, secondo gli osservatori delle Nazioni Unite, oltre ai 2 milioni di rifugiati nei Paesi confinanti. E tuttavia, ha denunciato il card. Lehmann, “il conflitto del Darfur non ha ancora raggiunto nella politica internazionale, l’interesse necessario per rispondere ai bisogni di così tante persone”. Come già aveva fatto nel giugno del 2004, insieme al vescovo evangelico Wolfgang Huber, il Card. Lehmann ha rinnovato l’appello “ai Governi dei Paesi che siedono nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, perché si creino le condizioni per la fine del conflitto, per il libero ingresso delle organizzazioni umanitarie, per il ritorno dei rifugiati”. La Chiesa tedesca, oltre all’impegno per il Sudan, lavora intensamente per l’Africa attraverso prese di posizione pubbliche, i suoi organismi di solidarietà Misereor, Missio, Caritas internationalis, – e continui contatti tra l’episcopato tedesco e i vescovi delle zone più martoriate dell’Africa.